Festa di Sant'Anna: un'isola in festa
23/06/2022 | Eventi
La Festa Sant’Anna, quest’anno giunta alla 89esima edizione, è la più importante festa estiva dell’isola di Ischia.

Un po' di storia


La Festa Sant’Anna, quest’anno giunta alla 89esima edizione, è la più importante festa estiva dell’isola di Ischia.
Celebrata ufficialmente per la prima volta nel 1932, per iniziativa di un gruppo ristretto di isolani originari della frazione di Ischia Ponte, località che all’epoca si chiamava ancora Borgo Celsa, si svolge per tradizione la sera del 26 luglio di ogni anno.
Il fulcro della festa è appunto Ischia Ponte e in particolare la baia di Cartaromana mentre gli eventi clou sono la sfilata di barche allegoriche, l'incendio simulato del Castello Aragonese e uno straordinario spettacolo di fuochi d’artificio che rende unica Ischia di notte.
L'origine della festa si perde però nella notte dei tempi. Ben prima della nascita ufficiale della Festa Agli Scogli datata 1936, era tradizione per le partorienti dell'isola fare un vero e proprio pellegrinaggio alla chiesetta quattrocentesca di Sant’Anna, santa protettrice delle partorienti, ubicata presso il cimitero dei Colerosi; in particolare la tradizione voleva che le partorienti, ma anche semplici devoti, si recassero in processione alla chiesetta su barche a remi con il fine di recitare il Santo Rosario all’ora del vespro proprio nello specchio d’acqua davanti l’oratorio, nell’attimo in cui il sole e’ prossimo al tramonto e il castello aragonese si tinge di colore arancione e rosso.
La particolarità di questa processione galleggiante era che ogni barchetta, per l’occasione, veniva addobbata dai proprietari con frasche, ghirlande di fiori, lampade ad olio e fuochi accesi su speciali graticole a prua dette foconi.
Di anno in anno le barche, oltre ad aumentare di numero, cominciarono ad avere addobbi sempre più elaborati trasformandosi in vere e proprie scenografie sempre più curate nei minimi dettagli.
Alla festa infatti iniziarono a partecipare non solo gli abitanti di Ischia Ponte ma anche le famiglie benestanti che sull’isola trascorrevano le vacanze.
Arriviamo così agli anni ’30 del secolo scorso quanto un gruppo di isolani, pescatori della Mandra cioè della spiaggia all’ingresso di Ischia Ponte, decise di creare una vera e propria festa in onore della Santa, ufficializzando di fatto questa secolare tradizione e chiamandola Festa di Sant'Anna appunto.
Si iniziarono così a coinvolgere artisti ed artigiani del posto affinché provvedessero con il loro estro a creare vere e proprie opere d’arte galleggianti visto che le barchette erano diventate troppo piccole per contenere persone e scenografie sempre più grandi ed elaborate.
La processione divenne così sempre più lunga e partecipata, con barche talmente curate nei dettagli che arrivavano a concorrere in bellezza tra di loro.
La festa doveva essere l'occasione per celebrare la Santa protettrice delle partorienti, ma ben presto divenne una vera e propria commistione tra il rito religioso a quello laico allegorico, al punto che si arrivò a celebrare anche le barche ornate a festa, preludio per la vera e propria competizione che sarebbe iniziata negli anni 50 del 1900. Inoltre da lì a poco gli abitanti arricchirono la festa con uno spettacolo di luci (all'epoca fatto con le sole lampade) sulle colline di Campagnano e Soronzano poi sostituite dai bellissimi fuochi d’artificio e dallo spettacolo pirotecnico dell'incendio del castello aragonese.
Arriviamo così agli inizi degli anni 50 quando la competizione tra zattere diventa concorso ufficiale con la partecipazione dell’ EVI (Ente Valorizzazione Isola di Ischia) .
L’Ente avvia la prima spettacolarizzazione della tradizione istituendo appunto un concorso dove a competere sono le scenografie allestite non più su semplici barche a remi ma su vere e proprie zattere galleggianti costruite inizialmente con botti in legno e successivamente con fusti di ferro.
Ne consegue l'attuale competizione a premi che nelle varie edizioni ha coinvolto figure dello spettacolo e della cultura nazionali quali: Luchino Visconti, la famiglia Rizzoli, la famiglia Malcovati, la signorina Buonasera della Rai Rossana Laudetti, la giornalista Paola Saluzzo e l’attrice-cantante Lina Sastri, Luciana De Falco.

Svolgimento della festa


L’ultima edizione degna di nota è stata l’edizione 2019 che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, centinaia di barche e che aveva quale testimonial d’eccezione l’attore Giancarlo Giannini. Per la cronaca, nell’edizione 2019 in cui la sfilata delle zattere aveva come tema principale il mare e il mondo marinaro, trionfò la barca di Forio realizzata dal gruppo Fantasy Napoli e nata da un’idea di Gaetano Maschio.
Poi due anni di stop, causa pandemia, con il doloroso annullamento in extremis dello scorso anno ad opera del governatore della regione Campania De Luca che fece tanto discutere abitanti e amministratori locali, infine il ritorno ai festeggiamenti soltanto quest’anno con l’edizione 2022: questa volta la festa è ufficialmente confermata e sarà l’edizione numero ottantanove della storia.
Un programma dettagliato della festa ancora non è stato pubblicato, comunque i festeggiamenti dureranno circa una settimana e avranno il momento clou proprio con l’evento del 26 luglio ovvero con la sfilata delle zattere allegoriche all’interno dello scenario della stupenda Baia di Cartaromana.
Così come la sfilata è stato confermato anche lo spettacolo pirotecnico e l'incendio del castello aragonese.
Anche se ufficialmente gli eventi iniziano dalle ore 21 circa, gli spettatori arrivano nella baia già diverse ore prima dell’inizio dei festeggiamenti, alcuni si ritrovano nella baia per cenare sulle proprie barche, altri si radunano sul molo in attesa dello spettacolo pirotecnico che avverrà solo in tarda serata.
In effetti è inutile negare che i veri protagonisti di questa festa popolare sono proprio gli abitanti dell'isola, i costruttori, gli ideatori delle zattere e gli artigiani che le hanno costruite. Tutte queste persone, animate da un entusiasmo speciale, si ritrovano a cenare nelle stradine del borgo o sulle barche consumando cibi della tradizione quali parmigiana di melanzane, coniglio all’ischitana e l’immancabile anguria, per poi restare ore in attesa della processione accalcati sugli scogli della baia, sulle barche o su natanti improvvisati, tra tuffi, chiacchiere, musica e cibo, così da trascorre in compagnia la serata del 26 luglio in un’attesa che diventa essa stessa una festa.

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